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Archive for the ‘Open-Source’ Category

Ecco la petizione da firmare per chiedere a Nvidia di seguire le orme di AMD/ATI e di Intel, ovvero rilasciare le specifiche delle sue schede e/o rilasciare sotto licenza opensource/libera i propri driver, aiutando così la comunità. Ecco il link: www.opentheblob.com/nvidia/index.php

P.S. Mi scuso con i miei lettori del periodo di inattività di questo blog che ha preceduto questo post, ma non vi preoccupate, perché sto lavorando dietro le quinte 🙂 Sto facendo migrare a Linux il liceo Cassini di San Remo, e sto per rilasciare la nuova versione (la 0.6.x) di Botux 😉

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Wine è un progetto che permette di eseguire programmi scritti per Windows sotto Linux in maniera del tutto trasparente, creando un gestore file simile a quello di Windows e trasformando tutte le istruzioni per Windows in istruzioni per Linux. Inoltre, molte librerie di Windows sono state riscritte sotto GPL per evitare problemi legali con Windows. A differenza di tanti progetti di virtualizzazione, wine non fa “girare Windows sotto Linux”, fa girare i programmi di Windows sotto Linux. La differenza? Beh, potete usare i programmi senza Windows ha come conseguenza che non dovete comprare Windows. Per questo motivo l’ho sempre considerato un progetto interessante.

Su Wine Review è stata pubblicata un’intervista ad Alexandre Julliar, il coordinatore del progetto, sul futuro di Wine. Per chi conosce l’inglese, è davvero interessante e divertente :D! L’intervista è questa, anche se in realtà è solo la prima parte.

Considerato il vantaggio che si avrebbe da una release 1.0.0 e magari da una compatibilità quasi perfetta, consiglierei a tutti di provare a supportare un po’ Wine.

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Uno dei meriti fondamentali dell’ opensource è di aver messo l’accento sullo sviluppo software condiviso tramite tool di controllo e supporto di versioni dei sorgenti. Inutile dire l’importanza di CVS nella storia del software open source ed inutile ribadire l’importanza di SVN successivamente.
Oggi, Canonical ha rilasciato la sua prima versione stabile di Bazaar, un software alternativo a SVN usato per gestire il progetto Ubuntu e che ha dalla sua molte caratteristiche interessanti: dalla versatilità grazie ai Workflows (che come dice la pagina sono mixabili e adattabili) alla semplicità di utilizzo. E’ scritto in Python e ha una struttura a plug-in. Inoltre, è progettato per essere un’API facilmente integrabile in qualsiasi ambiente di sviluppo.
Comunque chi si occupa di sviluppare software e non ha troppo tempo troverà in Bazaar un ottimo strumento. Ora come ora non ho tempo di installarlo per testarne approfonditamente le caratteristiche.
Ribadisco però che è alla base del progetto Ubuntu ed in quanto tale bisogna sicuramente riconoscerne l’efficacia…

Se usate Debian e/o Ubuntu potete installarlo semplicemente con apt-get install bazaar oppure da synaptic selezionandolo e installandolo. Ovviamente sempre da sudo.

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Stanchi di non poter riprodurre formati liberi sul vostro ipod? Stanchi di dover usare una applicazione specifica per il vostro player e di non potere fare il classico universale drag’n’drop? Volete sfruttare a pieno le sue potenzialità? La risposta è Rockbox!

Rockbox è un piccolo sistema operativo per player, tra cui iPod, Archos, Cowon, iRiver, ed altri. Perché usarlo? Ecco alcuni validi motivi:

  1. Riproduce 15 formati audi (mp3,wav, flac, ogg, midi, aiff, wma…) [formati]
  2. Visualizza testi, foto e video (anche su modelli come i primi iPod nano) [testi | foto | video]
  3. Riproduzione gapless (senza pause tra i brani) con crossfading avanzato [gapless]
  4. Tante applicazion, giochi e temi installabili
  5. Più di trenta lingue supportate [lingue]
  6. Possibilità di giocare a Doom (questo è molto importante xD) [doom]
  7. Altre caratteristiche su WhyRockbox

Vi intriga? Allora installiamolo in 10 semplici passi! 😉

  1. Colleghiamo l’iPod al nostro pc
  2. Scegliamo su build.rockbox.org la versione di rockbox adatta per il nostro riproduttore. E’ un file compresso, bisogna decomprimerlo direttamente nella cartella dell’iPod. Tutti i file sono contenuti dentro la cartella .rockbox.
  3. Aprire un terminale e digitare:
    cd
    wget http://download.rockbox.org/bootloader/ipod/ipodpatcher/linux32x86/ipodpatcher
    chmod +x ipodpatcher
    sudo ./ipodpatcher # o in alternativa: su -c ./ipodpatcher
  4. A questo punto l’installer ci chiede che cosa vogliamo fare. Digitiamo “i” e premiamo invio.
  5. Scegliamo uno o più temi (quelli di default fanno pena). Possiamo trovarli su rockbox-themes.org. Una volta scelto, scarichiamo il file compresso e decomprimiamolo sempre nella cartella principale del nostro iPod.
  6. Ora carichiamo un po’ di musica (se si vuole suddivisa in cartelle, con playlists, ecc.) sul nostro brutto anatroccolo che si sta trasformando in cigno.
  7. Scolleghiamo l’iPod, ed ecco apparire Rockbox! Ce l’abbiamo fatta! 😀
  8. Ora, potete giocare con le impostazioni per selezionare la lingua italiana e il tema da voi scelto. Le modifiche hanno effetto immediato.
  9. Ascoltate la vostra musica beati, mentre osservate con gli occhi luccicanti il vostro nuovo gioiellino 😉
  10. I manuali completi (installazione e disinstallazione per Windows, Linux, Mac, configurazione, ecc.) si trovano su rockbox.org/manual.shtml

E’ da tempo che seguo questo progetto, e ha fatto dei passi da gigante. Funziona veramente bene, e lo consiglio a chiunque abbia voglia di ottenere il massimo dal proprio iPod. Ricordiamo che questo è software libero e viene aggiornato molto velocemente. Per aggiornare, basta tornare sulla pagina di download (punto 2), e sovrascrivere estraendo i file. Che dire, se non… Buon ascolto 😉

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Vi ricordate Splashtop? Il sistema linux based ideato da asus e inserito nella sua AsusP5E3? Ebbene, sono stati resi pubblici i sorgenti, come annunciato precedentemente. Che possano iniziare a prendere piede questo tipo di soluzioni? Le premesse sono interessanti… Forse anche per quanto riguarda i bios la rivoluzione sta iniziando con progetti come linuxbios, openbios o splashtop. Vedremo come reagirà il mercato.

Link:
http://www.phoronix.com/scan.php?page=article&item=915&num=1
http://www.splashtop.com/index.php

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C’erano voci da molto tempo a riguardo, ma ecco la notizia ufficiale: Google presenta il suo sistema operativo per dispositivi mobili chiamato Android. Sarà Linux based e avrà Java. Il Google phone si avvicina. Che possa stroncare sul nascere openmoko e qtopia? Vedremo di che cosa si tratterà. La mia paura è di potermi ritrovare con gli annunci adsense anche sul cellulare! 🙂

Link: http://arstechnica.com/news.ars/post/20071105-its-official-google-announces-open-source-mobile-phone-os-android.html

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Nel giorno del suo venticinquesimo anniversario, Sun diventa partono ufficiale della Free Software Fundation. Sun mette mano al portafoglio e la FSF fa consulenze a costo zero per quanto riguarda gli aspetti legali della GPL. Ormai sembrano due sposini 🙂

Maggiori informazioni su: punto-informatico.it

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La Dell ha chiesto che cosa avremmo voluto vedere nei loro pc. Molte risposte sono state a favore dell’inclusione di software come Firefox e OpenOffice mentre un’altra che ha riscosso molto successo è stata la richiesta di avere pc con linux preinstallato. La risposta della Dell è consultabile a questo indirizzo: www.dell.com – ideastorm. Sembra che ora Linux invaderà anche questo mercato. Wow 🙂

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Ho avuto una interessante discussione con Cornelius, un laureando che apprezza linux e l’opensource. Dietro suo esplicito permesso, riporto alcune parti di questa chattata tra me e lui. Spero possa interessarvi e farvi riflettere.

Siamo partiti discutendo sul fatto che Ubuntu 7.04 non uscirà ufficialmente per PowerPC. Meno del 2.7% di utenza e troppe risorse sprecate sono le motivazioni della comunità. Poi il discorso s’è spostato sulla differenza tra processori CISC e processori RISC. Ecco la continuazione:

Frafra: cioè… tutti sappiamo che i risc sono migliori dei processori cisc
Frafra: a partire da arm, passando da ppc, fino ad arrivare a mips e sparc
Cornelius: hai una bella cultura anche nell’hardware…
Frafra: diciamo che mi affascina molto
Frafra: amo cercare alternative 🙂
Frafra: infondo l’informatica attuale è piena di questi paradossi, sistemi migliori che sono poco usati in ambiti (vedi linux & desktop) // (processori risc)
Frafra: ci sono degli interessi economici di varie compagnie
Frafra: il fatto è cercare di pensare con la propria testa, come in tutte le cose
Frafra: ti accorgi che la corsa agli ultimi processori (parlo dell’ambito desktop ovviamente) è una grandissima presa per il naso
Frafra: ti interessa o cambio discorso o non parlo nemmeno (se sei occupato)?
Frafra: occupato? morto? 😀
Cornelius: ci sono
Frafra: 🙂
Cornelius: ti dicevo che purtroppo è pieno di tecnologie superiori che sono state eliminate dalla storia per interessi
Frafra: eliminate no
Frafra: sono state destinate ad altri ambiti
Frafra: nell’ambito server il discorso è totalmente diverso
Cornelius: sì intendo eliminate dal grande commercio
Frafra: ti faccio un esempio un po’ banale che mi è venuto in mente pensandoci un attimo
Frafra: visto che si parla tanto di vista
Frafra: il ragionamento di molta gente è questo
Frafra: vista richiede molte risorse (esageratamente tante)
Frafra: quindi…
Frafra: 1. se la potenza dei pc continua così e non fa ‘un salto’, vista sarà solo su pc costosi
Frafra: 2. visto che raramente sarà così, si prevede un crollo dei prezzi hardware
Frafra: il ragionamento di base è questo
Frafra: ora, il mercato desktop/laptop (visto che gli user desktop pensano questo) ha subito un rallentamento
Frafra: logico, no?
Cornelius: tutti aspettano per comprare meglio o a meno
Frafra: e quello server invece è cresciuto anche di più della media
Frafra: ora mi sono detto… se io capo di una azienda che si deve rifare tutti i server… aspetto un po’ di mesi e spendo molto meno
Frafra: ma visto che non avviene così, vuol dire che in ambito server non ci sarà un crollo delle cpu/gpu e/o hd
Frafra: sono due mercati diversi
Frafra: infondo, ‘l’inflazione tecnologica’ nell’ambito server è bassissima rispetto a quella nel mondo desktop
Frafra: nonostante questo c’è innovazione
Frafra: quindi visto che si sa che sia amd sia intel ecc. hanno già pronti i piani per i nuovi processori da qui fino al 2008…
Frafra: mi pare che il mercato desktop sia una grande presa per il naso
Frafra: ed è così perché ci sono forti interessi economici ovviamente
Cornelius: quindi loro continuerebbero a vendere patacche
Cornelius: facendo credere di voler aiutare gli utenti a fare affari?
Frafra: più o meno si
Frafra: il fatto è che non può avvenire un crollo dei prezzi con la bacchetta magica
Frafra: di conseguenza, vuol dire che i prezzi attuali sono pompati e che ci sono già tecnologie pronte
Cornelius: quindi meglio che arrivi quando lo decidono loro
Frafra: (sempre per l’ambito desktop parlo)
Frafra: esatto
Frafra: anche se il dvd esiste da non so quanto… prima ti sbolognano più lettori e masterizzatori cd possibili, poi cambiano
Frafra: questa logica del guadagno che c’è nell’ambito della utenza casalinga, non c’è però nell’ambito server
Cornelius: con un ‘oscillazione dei prezzi che ha del ridicolo
Frafra: esatto
Cornelius: dov ele strategie di acquisto sono un minimo più sensate
Cornelius: sì effettivamente qualcosa di vero c’è senz’altro
Frafra: cioè… poi è la stessa amd a dire che unificherà la gpu nella cpu… se ne parla da anni…
Frafra: infatti poi ha acquisito ati
Frafra: e intel produce chipset da anni
Frafra: è incredibile come un mercato che comunque viene visto come altamente innovativo e molto veloce come evoluzione
Frafra: in realtà abbia dei tempi resi più lenti per far guadagnare di più
Cornelius: sennò le tecnologie si “brucerebbero” troppo in fretta
Cornelius: e non ripagherebbero gli investimenti
Frafra: esatto… sarebbe anti economico
Frafra: esatto
Cornelius: o meglio, non li renderebbero abbastanza nababbi…
Frafra: certo
Frafra: c’è già da anni la tecnologia per processori a più core, a 64 bit ecc., non è niente di nuovo
Frafra: facendo una analisi economica dal punto di vista dell’utente finale…
Frafra: alla fine sono io che ci perdo però
Frafra: quindi…
Frafra: alla fine conviene spostarsi sul mercato che solitamente è dedicato ai server
Frafra: in quanto si svalutano meno (anche se c’è innovazione), hai tecnologie migliori e durature e non c’è questa “presa in giro”
Frafra: tu che ne pensi?
Cornelius: che l’investimento è senz’altro superiore
Cornelius: ma alla lunga (e se ben ammortizzato) sicuramente più remunerativo
Cornelius: personalmente non sono un hardware addicted, rinnovo il mio “parco macchine” in media ogni tre anni
Cornelius: ma quando compro voglio il meglio per la fascia d’utenza in cui mi riconosco
Cornelius: forse anche per questo vado avanti così tanto
Cornelius: tutti dipende, appunto, dai bisogni reali
Cornelius: certo, dal punto di vista del ritorno dull’investimento, un hardware di fascia server se ben sfruttato non ha rivali
Cornelius: anche per i motivi che dici tu, cioè la gestione del mercato da parte degli attori (produttori/consumatori) coinvolti
Frafra: mmm…
Frafra: il fatto è che aziende come sun vendono hardware da server di 3 anni fa (che in ambito server rimane una soluzione valida) per i desktop
Frafra: è quello che mi attira
Cornelius: se il prezzo è competitivo, è sicuramente una scelta lungimirante
Frafra: cioè… ti faccio un esempio
Frafra: tu hai sicuramente bene in memoria un macbook pro
Frafra: danno problemi con la mobo, la scheda video, batteria ecc.
Frafra: ma facciamo finta che non diano nessun problema
Frafra: allo stato attuale delle cose
Frafra: con lo stesso investimento per un macbook pro compri un portatile ultrasparc sun che ha un uptime pari alla morte fisica dell’hd
Frafra: una garanzia 5 volte superiore
Frafra: il bello di avere software open è anche questo… non sei più dipendente dall’architettura del tuo sistema
Cornelius: esatto
Cornelius: è una cosa importantissima, ma che purtroppo ha presa solo su una fascia alta di utenti
Cornelius: se a conti fatti è quello di cui credi di avere bisogno, la scelta dovrebbe essere facile a questo punto
Frafra: si
Frafra: più che fascia alta la definirei… non so, una fascia di gente “consapevole”
Cornelius: sì, intendevo proprio in quel senso
Cornelius: non comprano architettura e software a scatola chiusa, ma sanno già cosa ci devono fare
Cornelius: tu comunque sai già benissimo cosa puoi o non puoi far girare su quell’architettura
Frafra: certo
Frafra: ma ormai… non vedo nemmeno dei grossi problemi dal punto di vista desktop
Frafra: cosa ha bisogno di accorgimenti? flash e forse qualche codec
Frafra: i codec nemmeno…
Cornelius: basta usare vlc
Frafra: flash… puoi già usarlo nel browser in una macchina virtuale
Frafra: e poi queste mi paiono cose molto piccole
Frafra: poi… non ci sono neanche problemi di sviluppo
Frafra: la crosscompilazione ormai è usata ovunque
Frafra: io credo proprio che il mio prossimo computer non sarà un x86/x64
Cornelius: in ogni caso in bocca al lupo
Cornelius: mi piacciono le persone che fanno scelte audaci 😀
Frafra: 🙂
Frafra: non ti dico ‘che il lupo crepi’ perché non ho niente contro i lupi 🙂

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Nel settembre 1991 Linus Torvals rilasciò un kernel (Linux 0.01) di 10.000 righe. Nessuno poteva immaginare che rivoluzione stesse iniziando in quel momento. In 15 anni, Linux ha raggiunto le 100.000.000 righe e funziona su tantissimi dispositivi, dai palmari, ai supercomputer, dalle schede di rete, alla console di gioco, fino ai normali computer casalinghi. Tutto il codice creato da tanti volontari e rilasciato sotto licenza GPL. Chiunque può aiutare, modificare, ridistribuire. Chiunque può avere un sistema operativo (grazie alle migliaia di applicazioni libere che ci sono) a costo zero. Un sistema efficente, in continua evoluzione, sicuro, economico. Le compagnie guadagnano grazie al valore aggiunto (assistenza, supporto, corsi, personalizzazione ecc.). Un marketing da 5.3 mila miliardi di dollari nel 2005. Aziende migrano a piattaforme open, governi, scuole, privati… Ora viene considerato il più grande progetto di cooperazione nella storia dell’umanità. Fermiamoci un attimo per riflettere. Cerchiamo di renderci conto veramente di cosa abbiamo davanti e a cosa stiamo assistendo.

Maggiori informazioni su: economictimes.indiatimes.com

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